Gli Strong Words, collettivo dedito ai temi della pace e dell’ecologia, hanno scelto di non rivelare le proprie identità per garantire che il focus resti esclusivamente sul messaggio sociale. "La nostra scelta di rimanere anonimi è voluta," dichiarano gli artisti. "Desideriamo che l’attenzione sia concentrata sulla causa che sosteniamo. Noi siamo solo strumenti: i veri protagonisti sono lo Stretto e chi scende in piazza per difenderlo". Il brano si aggiunge alla discografia socialmente impegnata del collettivo, che conta già titoli come Bandecchi, tu non ci azzecchi, It’s Genocide, Con Clementella l’IMU si cancella e Me cago en Trump, Attenta che cadi. "Le pecche di Melasecche": l'ironia amara tra narrazione politica e realtà "Le pecche di Melasecche" si presenta come un brano di satira politica dal ritmo incalzante, costruito su una disamina puntuale e tagliente dell'attuale consigliere regionale Enrico Melasecche. Il fulcro dell'ironia risiede nel contrasto sistematico tra la narrazione trionfalistica del protagonista e la realtà materiale dei fatti. La metafora portante del ritornello è squisitamente musicale: le inefficienze politiche non sono semplici errori di percorso, ma vere e proprie "stecche", note stonate in uno spartito istituzionale composto da "parole scorrette". L'ironia del testo si nutre dello smascheramento delle illusioni, adottando un approccio analitico e quasi giornalistico per smontare i presunti successi dell'amministrazione. C'è il paradosso dei trasporti regionali, liquidati con un rassicurante "tutto regolare" mentre i bandi restano paralizzati per anni c'è il volo per Bergamo, celebrato come "trionfo sovrano" ma ridotto nei numeri a un investimento milionario per riempire a malapena trenta posti. Lo stesso meccanismo demistificatorio colpisce le promesse sull'edilizia pubblica, dove il vanto di seicento case ATER si scontra con la realtà di ottantaquattro effettivi sblocchi. Anche le grandi infrastrutture, dal Nodino alla Orte-Falconara, vengono spogliate dell'aura di opere epocali per essere rivelate come progetti inefficaci sul traffico o, peggio, definanziati dall'Europa. Il brano colpisce duramente anche l'arroganza comunicativa e il trasformismo. L'ironia si fa tagliente nell'evidenziare la doppia morale del politico: colui che zittisce i sindacati urlando alle "falsità" è lo stesso che smarrisce il bon ton istituzionale per attaccare le avversarie o generare caricature grottesche. Sul piano politico, il sarcasmo raggiunge l'apice nel racconto di una sopravvivenza "magica": espulso dal suo stesso partito originario, il protagonista riesce comunque a riposizionarsi nello stesso partito per non perdere il potere.