Disponibile ora su @MenoUmanoVEVO Un battito leggero, quasi innocente. Una cassa che invita a muoversi senza pensarci troppo. E poi — sotto — un mondo di ombre, riflessi, maschere che si sgretolano. Il nuovo videoclip di ElectroACE e MenoUmano nasce così: una canzone già pubblicata, ma ancora in eterna costruzione, come se ogni ascolto aggiungesse un nuovo strato, un nuovo morso, un nuovo filo di ragnatela. Il brano gioca con un contrasto irresistibile: superficie dance, luminosa, immediata, sottotesto velenoso, popolato da ragni mentali, serpenti in fuga, parole che graffiano più dei denti. Il testo attraversa un paesaggio di immagini taglienti — “parole come veleno”, “ragni che ti entrano nel cervello”, “lingue lunghe e biforcute” — ma lo fa con un ritmo che non ti lascia fermo, che ti trascina dentro una danza ipnotica, quasi rituale. Il videoclip amplifica tutto questo: una coreografia di ombre e riflessi, un ambiente che sembra mutare a ogni battito, come se la realtà stessa fosse intrappolata in una ragnatela che vibra al ritmo della musica. È un viaggio dentro una memoria collettiva, dove la gente parla, parla, ma la verità resta nascosta, avvolta nei fili sottili delle percezioni distorte. Questa è una canzone che vive, cresce, cambia. Una traccia che non si chiude mai davvero, perché continua a trasformarsi — come i suoi protagonisti, come le sue creature, come noi. 🎧 Guarda ora il videoclip su @MenoUmanoVEVO e lasciati prendere da questa danza leggera e velenosa, dove anche i serpenti scappano e le ragnatele non smettono mai di crescere.